Citroën GS compie 50 anni l’auto che ha rivoluzionato il mondo delle caravan

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Citroën GS compie 50 anni l'auto che ha rivoluzionato il mondo delle caravan

Citroën GS fu presentata al Salone di Ginevra del 1970 come la vettura media della Marca, il cuore della gamma.

Disegnata da Robert Opron ha uno stile moderno e linee aerodinamiche. Molto confortevole grazie alle sospensioni idropneumatiche, offre cinque comodi posti, un grande vano bagagli, e un’ottima tenuta di strada.

Equipaggiata con motore boxer a quattro cilindri contrapposti, silenzioso e brillante nelle prestazioni, la GS (e la successiva GSA) supererà i 150km/h di velocità massima.

Eletta “Auto dell’Anno 1971”, fu prodotta fino al 1986 in diverse versioni, tra cui la Break e la GSA, in circa 2.500.000 di esemplari.

Nessuno però poteva pensare che la media della casa del Double Chevron sarebbe stata la protagonista della grande evoluzione del mondo delle roulotte, soprattutto in Francia, ovviamente, e in Italia.

Le sospensioni idropneumatiche e i motori particolarmente performanti al traino ne decretarono l’immediato successo, visto che aveva doti di confort di marcia e di sicurezza, a quel tempo impensabili.

Il successo della GS come auto ideale per i caravanisti permise alle aziende costruttrici di veicoli ricreazionali di investire in direzioni a quel tempo impensabili, come dimensioni maggiori e larghezze maggiori.

Proprio nel 1971, guarda caso, si videro le prime caravan modernamente progettate ed equipaggiate, con i doppi vetri, il riscaldamento e telai costruiti appositamente da aziende che in quel momento decidevano di investire in modo pesante in quella direzione, come AL-KO e Knott, ancora oggi i due principali attori nel segmento specifico.

Il successo della GS come automobile da traino fu così enorme che sia in Francia che in Italia e in Germania nacquero specifici club di caravanisti con quella trattrice, un fatto unico in Europa e mai accaduto né prima, né dopo.

Non solo, ma ricordiamo le roulotte che segneranno la storia del comparto come le Caravelair, le Nardi, le Bürstner City,  che beneficiarono proprio di quella evoluzione automobilistica.

Nel secondo dopoguerra, quando la fabbrica di quai de Javel riprese l’attività, Citroën aveva a listino un solo modello di autovettura: la Traction Avant, lanciata dallo stesso André Citroën nel ‘34 e che sarebbe rimasta in produzione per altri dieci anni. Nel ‘48, Citroën ampliò la sua gamma con il lancio della 2CV e successivamente, dal 1955, con ID e DS.

Ben presto, per coprire le crescenti esigenze del mercato europeo dell’automobile, fu chiaro che la marca del Double Chevron dovesse studiare qualcosa di nuovo e inserire a listino una vettura di medie dimensioni capace di soddisfare quel mercato sempre più in espansione, rappresentato dalle vetture di circa 1000cc di cilindrata.

L’AMI6, lanciata nel ‘61 e risultata per due volte l’auto più venduta di Francia risolse solo parzialmente il problema.

Fu così che Robert Opron, successore di Flaminio Bertoni, fu incaricato di disegnare la carrozzeria di una nuova vettura media, mentre Magès (il padre dell’idropneumatica) si occupò della geometria della sospensione, ispirata a quella della DS ma decisamente più moderna.

Il lavoro filava spedito e già nel 1970 la nuova gamma “G” (da cui GS) era pronta al lancio, debuttando nel marzo di quello stesso anno al Salone dell’Auto di Ginevra, dove la GS 1015 (dai centimetri cubi del motore) fu la vedette dello stand al fianco della grossa coupé SM, anch’essa al debutto.

La GS aveva una struttura monoscocca, diversa da quella di DS e SM (tra loro estremamente simili) e diversa anche dalla futura CX: nella GS la carrozzeria sosteneva la meccanica, le sospensioni anteriori ed il retrotreno, mentre nella CX questi elementi saranno poi disposti su due telai separati, tra loro uniti da longheroni longitudinali che sostengono la scocca.

GS introduceva la grande idea di Magès per contrastare il beccheggio del veicolo in frenata e accelerazione: i cilindri delle sospensioni anteriori non erano posizionati verticalmente (come su DS e SM) bensì erano inclinati in avanti di alcuni gradi, così da generare un vettore di forza non perpendicolare che si oppone naturalmente all’affondata del veicolo in frenata ed al cabraggio in accelerazione, a tutto vantaggio del comfort dei passeggeri.

Vedeva così la luce la prima “1000” di Citroën, GS, innovativa e moderna rispetto alle coeve vetture della concorrenza da cui si distingue per diversi elementi.

L’impianto frenante dispone di freni a disco sulle quattro ruote, con limitatore automatico sul retrotreno in funzione del carico e della sua ripartizione. La carrozzeria è aerodinamica e modernissima, con grande vano bagagli, regolare e facilmente accessibile grazie alla soglia di carico variabile e già molto bassa (solo 42 cm da terra) e grazie al paraurti posteriore integrato nel portellone, che si solleva anch’esso all’apertura, per facilitare il carico. Offre cinque comodissimi posti, cullati dalla morbidezza della sospensione idropneumatica. Lo sterzo, grazie all’adozione di una geometria specifica dell’asse di rotazione delle ruote anteriori, filtra le irregolarità della strada per un grande comfort a bordo. L’abitabilità di GS è eccezionale in rapporto alle sue dimensioni compatte e, grazie all’integrazione del volume del bagagliaio, la percezione di spazio è ulteriormente amplificata.

Un motore a quattro cilindri con ridottissime vibrazioni (grazie all’architettura boxer a cilindri contrapposti), raffreddato ad aria ma silenzioso e brillante nelle prestazioni la cui cilindrata crescerà negli anni sino a 1300cc e che spingerà la GS (e la successiva GSA) oltre i 150km/h di velocità massima.

Affiancata dalla capiente versione Break, la GS fu prodotta sino al 1979 quando divenne GSA (GS Améliorée, migliorata), dove anche la berlina disponeva di un ampio portellone di carico posteriore che ne aumentava ancora la funzionalità.

Il lancio della BX, avvenuto nel 1982 non pose fine alla produzione della GS che arrivò sino al 1986 (l’ultima fu la serie speciale Cottage) e che totalizzò complessivamente circa 2.500.000 di esemplari, incluse GS e GSA in tutte le loro versioni.

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